12-2008 Focus: Prevenzione durante la gravidanza


Sommario INVERNO 2008


  • Prevenzione durante la gravidanza
    La gravidanza è l’attesa di un essere che non conosciamo. Ma cosa possiamo fare per non rendere troppo forte lo shock dell’arrivo del nascituro in questo mondo e accoglierlo con il cuore sereno? Tratto da Info3. • Bartholomeus Maria
  • 8 Biologia- La rinascita dell’organismo
    Il riduzionismo scientifico nel secolo appena trascorso ha rimosso dalla biologia il senso dell’organismo. Brian Goodwin, del Schumacher College di Dartington in Inghilterra, mette in luce alcuni aspetti che possono portare verso un nuovo concetto che restituisca vita all’idea dell’organismo, e di conseguenza dimostra, in forme futuristiche, nuovi possibili rapporti con la Terra e il sottosuolo. Tratto da Info3. • Brian Goodwin
  • 10 Pane e Borsa
    Cosa fa levitare in tutto il mondo il prezzo dei generi alimentari? La borsa scopre i generi alimentari come merce su cui speculare. I prezzi che salgono attirano gli speculatori; con relativamente pochi contratti possono essere facilmente orientati e manipolati i mercati dei cereali. Eppure, per poter combattere la fame e la povertà nel mondo, basterebbero pochi investimenti mirati all’aiuto ai piccoli agricoltori nei paesi in via di sviluppo. Tratto da Info3. • Markus Wuelfing
  • 12 Corso di Alimentazione Naturale e benessere
    I quindici seminari tenuti presso il Centro Artemedica di Milano da febbraio a giugno 2008 hanno riscosso grande interesse e partecipazione non solo tra chi frequentava già il Centro, ma anche tra i tanti “nuovi avventori” venuti apposta per l’occasione. E il successo è andato in crescendo: nel primo incontro abbiamo parlato delle “basi scientifiche per una corretta alimentazione” e il pubblico contava le 30 presenze; nei seminari a seguire (soprattutto quelli su osteoporosi, ipercolesterolemia e diabete) gli ascoltatori si sono quasi duplicati! • Michela De Petris
  • 15 La parola ai lettori
  • 16 Attualizzare l’antroposofia
    Una sorprendente posizione e un moderno approccio pionieristico all’opera di Steiner, basato sul motto: “agisco da antroposofo proprio laddove non parlo in maniera antroposofica, bensì dove lo sono umanamente”. In questa intervista, Kluenker ci parla della sua visione dell’antroposofia e della Società antroposofica: “oggi si tratta di cogliere l’elemento spirituale, individuale di Rudolf Steiner da oltre la forma in cui è apparso storicamente e cominciare a convertirlo alla propria esperienza”. Intervista a W.U. Kluenker tratta da Info3. • Felix Hau e Jens Heisterkamp 

  • 20 Lo sfruttamento dei minori
    Il problema dell’immigrazione e della conseguente integrazione etnica nell’Europa “sviluppata” è sicuramente una realtà che ci tocca tutti; è un tema molto delicato, che va affrontato con i giusti equilibri e nel rispetto di tutti i soggetti interessati. Ciò su cui, però, ci interessa riflettere con questo articolo sono le possibilità concrete che ognuno di noi ha nelle proprie mani per circoscrivere il fenomeno, intervenendo alla fonte del problema, in quei paesi del Sud del mondo, laddove la fame, lo sfruttamento, la mancanza di prospettive spingono l’essere umano alla fuga. Tratto dal Quaderno di Flensburg n.6. • Dietlind Rinke
  • 22 Bambini lavoratori: un’opportunità di crescita sociale
    Se la signora Rinke ha posto sotto i riflettori la piaga globale dello sfruttamento dei minori, la professoressa Accorsi, da un’altra angolazione, ci mostra come il lavoro minorile possa anche essere una opportunità per la costruzione di una società migliore. Ribadendo la nostra ferma condanna allo sfruttamento dei bambini in tutte le sue forme, non possiamo però rimanere indifferenti alle parole di questa educatrice che ci esorta a riflettere sul nostro modello sociale proprio partendo da come educhiamo i nostri giovani. Noi, gli abitanti del Nord del mondo, pretendiamo di esportare il nostro “modello di civiltà”. Ma siamo poi certi che il nostro modello sociale sia il migliore per un futuro consapevole e responsabile nei confronti di noi stessi e del nostro prossimo? • Francesca Accorsi
  • 26 In principio
    Stelle parlarono un dì agli uomini. Dalla periferia del cosmo la Vita sparge i suoi petali di suono, coriandoli pulsanti che vagano stupiti alla ricerca del loro “perché”. • Francesca Ghelfi
  • 28 Parmenide
    Fin dai tempi più remoti della nostra civiltà europea, da parte di grandi personalità vi erano tentativi di incontri e fusioni spirituali tra Occidente e Oriente. Una riflessione sulla figura di Parmenide, ispirata dagli scavi di Elea. • Federica Del Piero
  • 34 Antroposofia nel Mondo. America
    Da vent’anni in California esiste la “Flower Essence Society”. Il suo direttore, Richard Katz assieme a Patricia Kaminski, coniuga la floriterapia di Edward Bach, l’approccio goetheano e l’antropologia di Rudolf Steiner allo scopo di sviluppare nuove essenze floreali. Così facendo intendono onorare l’attuale costituzione animica che dall’epoca degli inizi della floriterapia, fondata dal medico inglese Edward Bach, si è molto trasformata. Tratto da Info3. • Raphael Kleimann,  
  • 36 Editrice Novalis: novità


editoriale


Il tema principale dell’autunno era la vecchiaia e la morte. È un argomento che ha suscitato grande interesse fra i nostri lettori. Abbiamo intenzione di dedicare con una certa regolarità spazio al problema dell’invecchiamento articolato nei suoi vari aspetti. Tuttavia l’atmosfera di Natale richiede un’attenzione per l’altra polarità, ossia, la nascita. Con l’articolo sulla gravidanza viene ricordato il gesto materno dell’accogliere. Invece di percepire la presenza invisibile dell’anima del bambino che si nasconde nel grembo materno, le tecniche moderne come l’ecografia violano spesso in modo esagerato l’intimità dell’essere che vuole nascondersi. L’eccessivo controllo medicotecnico è forse segno di una mancanza di fiducia nella propria salute, nel proprio destino.

Diventa sempre più difficile percepire un’autentica e genuina atmosfera del Natale. In effetti l’andamento dell’economia e l’aumento del costo della vita sembrano assumere delle proporzioni preoccupanti. Nell’articolo “Pane e borsa” viene descritta la tecnica delle speculazioni sui generi alimentari. Sembrano essere sotto accusa i grandi, sempre un po’ anonimi, avventurieri della finanza. Per fortuna io non faccio parte dei colpevoli! Diventiamo tutti un po’ untori perché la partita viene giocata da altri e così si può continuare a vivere passivamente la storia come destino e non come compito. Ma è veramente così? Siamo davvero così slegati da tutto quello che succede fuori, nel mondo?

Vorrei fare un esempio lampante che contraddice alcune delle nostre certezze. Parlando degli anziani che sono costretti spesso a lunghi anni di solitudine e di sofferenza nelle case di cura prima di aver il diritto di morire. È un problema che viene soffocato perché non c’è risposta, ci sentiamo impotenti davanti alla sua dimensione e quindi preferiamo far finta di niente e andare avanti. Ma Rudolf Steiner ci dice che è un sacrificio necessario che molti uomini devono fare al servizio dell’umanità per salvarla dall’eccessiva arimanizzazione. Si parla dunque di una sorta di martirio, anche se inconsapevole, per smussare le forze arimaniche portate dalla nostra civiltà.

Dovrebbe essere palese che una ragionevole felicità dell’uomo dipenda più dal senso della vita che non dai piaceri o dalle cose facili. Quando sarà il tempo di riflettere seriamente? E di creare del nuovo nella nostra impostazione rispetto alle responsabilità di ciò che avviene anche lontano da noi, nel mondo? Come posso accompagnare in modo sensato la malattia, le difficoltà esistenziali di chi mi sta intorno? Un simile atteggiamento presuppone una certa capacità di soffrire. Nel momento in cui l’uomo capisce di dover soffrire, potrebbe anche dirsi: se devo già soffrire, tanto vale soffrire per qualcosa di sensato e non semplicemente perché è una necessità. Accettato questo fatto potrebbero venirci incontro molte vie meravigliose, anche creative per la vita sociale. Ciò sarebbe una sorta di pensiero positivo che richiede però un tentativo di superamento del proprio egocentrismo. Presume di guardare in faccia con coraggio le nostre colpe e di assumerci le conseguenze. Di sdrammatizzare la sofferenza inflittaci da chi ci sta o ci è stato intorno. Con questo potremo alleggerire non solo il nostro karma ma anche quello di chi è legato a noi.
Non è dunque pensabile che il nostro cammino interiore possa avere un’importanza non solo per noi, ma che potrebbe avere un più ampio raggio d’azione, non poi così slegato dalla situazione mondiale?