37-2015 Non c’è pace tra le nazioni senza pace tra le religioni


Sommario ARTEMEDICA PRIMAVERA 2015


  • 4 Un Lutero per il mondo islamico
    I tesori che il Corano racchiude a volte sommersi da slogan e formule giornalistiche • Ibrahim Abouleish
  • Gulea e Gulan
    • Ute Hallaschka
  • “Chi ti dà l’autorità?”
    Lettera aperta di oltre cento studiosi islamici
  • La pelle: specchio dell’anima 
    La pelle è l’organo più esteso del nostro corpo: in una visione olistica le malattie della pelle affrontate secondo la concezione medica antroposofica. Tratto da Info3 • Frank Meyer
  • 12 Lo sgambettamento adolescenziale: la terza nascita 
    • Francesco Pazienza
  • 15 Luce decaduta
    Tratto da Das Goetheanum • Stefano Andi
  • 18 Tradurre senza tradire
    • Daniela Castelmonte 
  • 20 La via del benessere 
    Intervista ad Alberto Rigoni • Bruno Lanata
  • 22 Il sogno di una morfologia: Una teoria per la “scienza della manifestazione
    Emilio Ferrario affronta il tema della morfologia goethiana quale primo tentativo storico cosciente di fondare una scienza della manifestazione. (prima parte). • Emilio Ferrario
  • 25 Lavoro meditativo per la settimana di Pasqua 
    Tratto da Tournant Spirituel • Michel Joseph

  • 26 La vicinanza di Giuda alla nostra epoca
    • Ruth Ewertowski
  • 30 Imparare a invecchiare coscientemente
    Prosegue la pubblicazione del lavoro di ricerca e sintesi della dottoressa Gisella Gaumnitz sul contributo di Rudolf Steiner sul tema dell’invecchiamento. • Rudolf Steiner
  • 32 Turner
    L’artista del Sublime rivive al cinema. • Chiara Cinelli
  • 34 Il reno racconta 
    Introduzione critica. • LeoNilde Carabba
  • 36 Insieme per il futuro
    • Lukas Klinik Aktuell
  • 38 Segale
    A tavola con Giulia – Dal cereale regale simbolo della forza di Giove un gustoso pane con noci e uvette • Giulia Giunta
  • 41 Cenere, «erbe infestanti» e «parassiti animali»
    • Michele Codogno
  • 44 Quando la mente genera la malattia 
    • Sara Ronchi
  • 46 L’azione di Michele sulla personalità
    • Patrizia Bertuzzi
  • 47 La fine della vita e l’inizio della sopravvivenza 
    La lettera del capo indiano Seattle


editoriale


Dato che la nostra rivista esce con cadenza trimestrale non siamo soliti, in genere, trattare avvenimenti di attualità. Tuttavia l’attacco dei terroristi Islamici ai giornalisti di Charlie Hebdo ha creato una situazione eccezionale. Già prima che si verificasse l’atroce evento, volevamo  allegare alla rivista, come omaggio per i nostri abbonati, un libricino dal titolo Teosofia sciita. Avevo appena finito la traduzione quando giunse la terribile notizia dell’attentato di Parigi.  La lettura di quel breve testo mi aveva convinta che nella corrente sciita esista il potenziale di una convergenza fra i diversi orientamenti religiosi, ossia che esistono zone in cui ci si può incontrare, tenendo conto che sia possibile usare nomi e terminologie diverse per designare le stesse cose.

È una grande sfida che il destino, o se preferiamo il karma di gran parte dell’umanità, pone sul nostro percorso: è un nodo che risale al tempo di Abramo, la cui moglie Sara non potendo aver figli, suggerì al marito di prendere come concubina Agar, la sua schiava egiziana. Dall’unione di Abramo e Agar nacque Ismaele. Successivamente anche  Sara rimase incinta e diede alla luce Isacco. Le due donne entrarono in aspro conflitto. Il povero Abramo esasperato condusse l’Egiziana con Ismaele  nel  deserto dove li abbandonò al proprio destino. Tralasciamo ogni commento sulla moralità del gesto di Abramo, poiché il vecchio testamento è pieno di esempi del peggior cinismo.  Dio, però, non ha permesso che Agar e suo figlio morissero. Ismaele sopravvisse ed ebbe dodici figli indicati come i progenitori delle tribù arabe. Più tardi l’Islam, sorto più di sei secoli dopo il Cristianesimo, assunse Ismaele come progenitore del popolo arabo. È proprio vero che le vie del Signore sono infinite e insondabili per noi esseri umani.

Cosa può significare questo libricino sulla teosofia sciita che troverete allegato alla rivista? Forse ci può aiutare a comprendere il ruolo dell’Islam nel contesto della storia spirituale delle varie religioni e l’enorme compito che si pone davanti a noi, ossia quello di trovare una soluzione che non può più essere quella di una “nuova crociata”.

Il libro Teosofia sciita che trovate allegato alla rivista Artemedica, è stato scritto da Jan Pohl, direttore della libreria del Goetheanum e grande studioso dell’Islam.