39-2015 La missione di Kaspar Hauser


Sommario Autunno 2015


  • 4 La missione di Kaspar Hauser
    Da trovatello di Norimberga a ‘Fanciullo d’Europa’ • Paulette Prouse
  • 5 Ragioni di un’opera
    • Peter Tradowsky
  • 7 La forza guaritrice dei metalli
    La terapia con i metalli cuore della Medicina Antroposofica • Frank Meyer
  • 12 Il bambino, questo sconosciuto
    • Luigi Orsucci
  • 14 La consegna delle chiavi di casa
    La battaglia dei 21 anni • Francesco Pazienza
  • 17 Le corrispondenze delle età della vita
    L’arte di invecchiare – Le fasi dello sviluppo umano nei vari settenni • Rudolf Steiner
  • 19 Salute al femminile: novità nella cura delle patologie uterine
    Intervista a Giuseppe Bigatti
  • 21 Quando facevamo la colla con la farina…
    Colloquio con Alberto Rigoni
  • 22 Ottobre
    Il succedersi delle stagioni e delle atmosfere nei colori fiammeggianti dell’autunno nelle parole di un grande narratore • Fabio Tombari
  • 24 Il sogno di una morfologia:  Una teoria per la “scienza della manifestazione”
    • Emilio Ferrario

  • 28 Il fenomeno zucchero
    Nel nuovo QF, lo zucchero cibo e droga
  • 30 Malattia dell’ulivo malessere dell’uomo Incontro con Gianluigi Cesari • Maurizio Pietro Morisco
  • 32 Una “modesta proposta” di cura per “La malattia degli olivi salentini” • Rossano Ciasullo
  • 35 La libera vita dello spirito
    • A cura del Movimento Filosofia della Libertà
  • 36 Il motivo della luce nel Vangelo di Luca
    Tratto da Il vangelo di prossima pubblicazione presso l’Editrice Novalis • Emil Bock
  • 40 Segni di pietra
    La presenza umana in Val d’Aosta in epoca protostorica • Leila Colombo
  • 42 A tavola con Giulia – Mais
    La pannocchia di Saturno e degli indiani d’America • Giulia Giunta
  • 45 Contributi – Una visita alla Cattedrale di Chartres
    • Vincenzo Bevilacqua
  • 48 Wagner e Verdi, due fiumi che conducono allo stesso mare
    Dalla conferenza di Stefano Gasperi sul rapporto fra i due musicisti • A cura di Simone Mattioli
  • 51 L’arte del vero Ascolto • Patrizia Bertuzzi


Editoriale


Mentre stiamo chiudendo questo numero della nostra rivista ci vengono incontro, in tutta la loro drammaticità, le immagini di questo moderno Esodo biblico che porta centinaia di migliaia di persone verso l’Europa. Anche se Artemedica è un periodico con cadenza trimestrale – che ha lo scopo di diffondere un messaggio legato al movimento antroposofico, per questo il nome della rivista è completato dalla dicitura Antroposofia oggi, e quindi non ha la pretesa di commentare avvenimenti di attualità – non si può certo distrarre lo sguardo e non considerare quanto sta accadendo intorno a noi: una svolta storica, una sorta di tsunami inaspettato, che non era stato previsto da alcun uomo politico.

Certo ci sono stati tanti conflitti, tante guerre spietate fra noi europei. Di una cosa eravamo però certi: che, malgrado tutto, questo continente fosse nostro, che ci appartenesse in modo esclusivo. Ora occorrerà molta positività e fiducia nel disegno spirituale che probabilmente sta alla base degli eventi attuali. Per questo la redazione ha il compito di ampliare lo spettro dei temi considerando varie posizioni, anche se in apparente contrasto: sono infatti convinta che solo chi si interessa ad altri punti di vista è in grado di impegnarsi seriamente in favore delle proprie convinzioni. In concomitanza con la ristampa del libro su Kaspar Hauser per i tipi dell’Editrice Novalis, occorre riconsiderare l’argomento del “Fanciullo d’Europa”: i gravi avvenimenti che hanno segnato non solo la storia della Germania ma anche quella di tutta l’Europa sono forse il risultato della mancata presenza di Kaspar Hauser sulla scena politica? Perché si è scelto di tenerlo prigioniero per 16 anni? Non sarebbe stato più semplice ucciderlo? Ma chi lo teneva segregato dal mondo sapeva, in quanto ne aveva le conoscenze esoteriche, che da morto sarebbe stato molto più potente.

La scuola di Chartres  è meravigliosamente situata nel mezzo, tra il principio nordico di Artù e il principio Cristo meridionale. Le ombre del castello di Artù e quelle del castello del Graal fanno agire gli invisibili impulsi soprasensibili… nel comportamento, nello stato d’animo imperanti negli appassionati discepoli che si trovavano nelle aule di Chartres. – Torquay 21/08/1924, Considerazioni esoteriche su nessi karmici vol. VI, Ed. Antroposofica, Milano (O.O. 240)

Un caro amico, Vincenzo Bevilacqua ha scritto un articolo sul nostro viaggio a Chartres organizzato e guidato da Fabio Delizia, grande esperto di arte e profondo conoscitore della storia della famosa cattedrale. Chartres rappresenta un modello di quelle scuole-cattedrali medievali create per l’insegnamento, e attive in molte città europee tra il X e l’XI secolo. Il loro scopo era inizialmente l’educazione dei futuri sacerdoti, ma gradualmente accettarono anche studenti laici. Queste scuole-cattedrali costituiscono le istituzioni che precedettero la fondazione delle università e furono alla base della rinascita culturale della filosofia scolastica di cui Tommaso d’Aquino fu un grande esponente, ponendosi come il punto di raccordo fra la cristianità e la filosofia classica che ha i suoi fondamenti e maestri in Socrate, Platone, Aristotele. Alain de Lille fu formato alla scuola di Chartres.