5 regole per proteggere i nostri figli Come prevenire i rischi legati all’utilizzo dei media elettronici da parte dei bambini. I consigli dell’dell’Association Française de Pédiatrie Ambulatoire

9 settembre 2019

1. Nessun contatto prima dei 3 anni, o almeno minimizzare la possibilità di contatto anche con la TV.
I bambini crescono in famiglie dove la TV resta sovente accesa senza che i genitori si rendano conto che questo ostacola lo sviluppo dei loro figli. Il tempo trascorso dai bambini a guardare la TV, compresi i programmi dei canali a loro specificamente dedicati, li allontana infatti dalle attività realmente utili per la loro età: azioni che li portano a interagire spontaneamente con l’ambiente circostante attraverso i cinque sensi. Giocare, toccare, manipolare gli oggetti, acquisire familiarità con lo spazio tridimensionale è fondamentale per il loro sviluppo. I bambini a questa età hanno bisogno di essere protagonisti. Di fronte a uno schermo televisivo, invece, i piccoli sono costretti nell’ambito di una comunicazione senza scambio, che riduce – si potrebbe dire azzera – le interazioni, inducendoli a diventare semplici spettatori del mondo. Un’elevata, precoce esposizione al mezzo televisivo favorisce enormemente la passività.

2. Nessuna console di giochi elettronici prima dei 6 anni.
Durante la sua crescita, il bambino sviluppa la fantasia creando con le proprie mani,
in particolare disegnando, modellando e, soprattutto, giocando con gli altri. Completamente diverso e quando il bambino impara troppo presto a interagire attraverso la console di un gioco elettronico: questo penalizza non solo lo sviluppo delle capacità motorie ma anche la creatività. Gli schermi possono diventare saltuario supporto ludico nell’ambito della famiglia o, addirittura, l’occasione in cui i piccoli possono imparare nuove cose insieme agli adulti, ma giocare da soli con la console rende rapidamente compulsivi.

3. Nessun accesso a Internet prima dei 9 anni, e anche in seguito sempre con supervisione dei genitori.
I pediatri consigliano ai genitori di aspettare gli 8, 9 anni di età prima di consentire ai loro bambini l’accesso a Internet. Prima di poter navigare sul Web, il bambino deve apprendere alcune nozioni che gli saranno utili per evitare le insidie. Esiste una vera e propria fragilità psicologica in questa fascia di età. Solo i genitori sono in grado di proteggere il bambino dalle interferenze sui loro punti di riferimento (in un’età in cui si hanno ancora vaghe nozioni riguardo a concetti quali: sfera privata-intimità e dominio pubblico, realtà e finzione, successione temporale degli avvenimenti, etc.). Accompagnare i più piccoli nella navigazione in Internet è essenziale affinché il bambino faccia propri tre concetti fondamentali:

  • tutto ciò che pubblichiamo diventa di pubblico dominio;
  • tutto ciò che pubblichiamo rimanere lì per sempre,
  • tutto ciò che troviamo è discutibile: alcune notizie sono vere, altri false.

4. Navigazione in rete solo dopo 12 anni, con cautela e con necessario supporto dei genitori.
Un adolescente può iniziare a “navigare” da solo sul Web, a condizione di aver capito e assimilato le regole precedenti. Tuttavia, è necessario adottare alcune norme di utilizzo, concordare insieme orari predefiniti di navigazione, impostare il controllo parentale e non consentire che il ragazzo abbia una connessione notturna illimitata a Internet dalla sua stanza. L’uso eccessivo di giochi elettronici di solito si riduce alla fine dell’adolescenza. Una diminuzione nelle relazioni sociali e del rendimento scolastico deve però mettere in guardia i genitori. Per questo risulta essenziale sviluppare la comunicazione familiare in merito ai contenuti dei videogiochi (e sulla natura dei programmi TV) per comprendere meglio gli atteggiamenti del bambino.

5. Le regole sopra indicate sono necessarie, ma non sufficienti, per un corretto sviluppo del bambino e del ragazzo.

Fonte: www.anpaa.asso.fr

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