Ambiente, alimentazione e invecchiamento. Fino a che punto la nostra storia è scritta nei nostri geni.

a cura di Bruno Lanata

19 marzo 2020 – Fino a non molto tempo fa si supponeva che l’invecchiamento fosse determinato da una sorta di programma già scritto, fin dall’inizio della nostra vita. E molte teorie sull’invecchiamento si sono basate sulla presenza di geni con effetto negativo, su mutazioni spontanee deleterie o altro ancora, idee basate sul concetto: un gene produce una, ed una soltanto, proteina.
Da alcuni anni invece sappiamo che è vero che ogni gene produce una singola proteina ed una soltanto, ma la modulazione della sintesi è diretta da un sistema molto più complesso di quanto pensato.
Ci sono delle molecole che regolano la produzione di geni direttamente sul DNA, che bloccano il messaggio del gene o possono limitarne la quantità prodotta: la cellula diventa un microcosmo dove il funzionamento è complicato da congegni estremamente fini, sensibili e intercorrelati.
La ricerca ha però posto in risalto un aspetto ancora più interessante e fautore di interessanti correlazioni: ossia, l’ambiente e le abitudini possono influenzare in modo significativo tutti i fenomeni legati all’invecchiamento. Quindi l’alimentazione come l’attività fisica e intellettuale che svolgiamo possono interferire con il funzionamento cellulare, sul funzionamento del DNA. Inoltre possono verosimilmente giocare un ruolo significativo sull’insorgenza delle malattie età-correlate.
Che cosa comporta tutto questo? Che un’alimentazione scorretta – eccessiva o errata – ma anche la sedentarietà o l’eccesso di attività fisica, il fumo, l’assunzione di bevande alcoliche, lo stress, le infezioni, l’inquinamento e altro ancora hanno un effetto ben più profondo rispetto a quello creduto.
Ma non solo. Non sappiamo ancora con precisione come, ma sembra che questa modulazione specialmente se intensa e prolungata venga “memorizzata” dalle cellule e trasmessa ai discendenti. Insomma, ancora una volta possiamo ribadire che le colpe o i meriti dei padri e delle madri ricadono sui figli e sui nipoti. Un campo di ricerca su cui si affaccia l’epigenetica.
Una nuova visione dei geni e dell’invecchiamento, in cui l’ambiente risulta l’elemento capace di influenzare la lunghezza e la qualità della nostra vita.
Come scrive Valter Longo nel suo libro La dieta della longevità: “… l’ alimentazione è il fattore più importante che potete controllare e che ha un’influenza enorme sulla nostra possibilità di vivere fino a 100 o anche 120 anni (…)”.

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