Viticoltori testimoni del cambiamento. È biodinamico il futuro dell’agricoltura italiana

27 settembre 2019
Il vino, che dallo scandalo del metanolo ha saputo rialzarsi puntando sulla qualità, oggi si presenta come il paladino più illustre e accreditato per cambiare l’agricoltura italiana all’insegna del biologico e del biodinamico.
Chimica, pesticidi, coltivazioni intensive appartengono a un modello di agricoltura che ha ampiamente dimostrato tutti i suoi limiti, provocando gravi danni all’ambiente, alla salute delle persone e all’economia.
Quello che sta accadendo nel mondo del vino – per antonomasia il settore d’eccellenza della nostra agricoltura – è qualcosa di totalmente impensabile solo un decennio fa. Sempre più numerose sono le grandi cantine italiane che scelgono di convertirsi al biologico e al biodinamico, mentre la superficie vinicola biologica è cresciuta di quasi il 16% nell’ultimo anno. Ci sono addirittura territori, come quello del Nobile di Montepulciano, dove la superficie coltivata a biologico e biodinamico supera il 50%. Anche il settore dei vini veri o naturali, dove la chimica è bandita dall’intero processo produttivo, dalla vigna alla bottiglia, ha conosciuto una crescita esponenziale negli ultimi anni.
È ormai conoscenza consolidata che la biodinamica rafforza i terreni, li rende più fertili, più resistenti alla siccità e al dissesto idrogeologico. E non solo: il modello agricolo attuato dalla biodinamica crea aziende più forti sul mercato a cominciare dai prezzi, perché i prodotti biodinamici sono pagati al produttore di più rispetto a quelli convenzionali. Sarà anche per questa ragione che l’agricoltura biodinamica si sta delineando come uno dei settori più promettenti per il futuro dell’agricoltura made in Italy, l’unica che resiste alla crisi e che, in controtendenza, registra un incremento del 20% nell’ultimo anno.
“Non è un caso”, afferma Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, “che i viticoltori adottino i metodi agroecologici con la volontà di riprendere in mano la qualità del loro lavoro e migliorare le produzioni. Il biologico e la biodinamica offrono questa opportunità, specie se a intraprenderla è un agricoltore professionale. Oggi, oltre il 20% degli agricoltori biodinamici certificati Demeter sono viticoltori.
Ci troviamo di fronte a un processo virtuoso, a una rivoluzione inarrestabile che non fa solo bene alla terra e all’ambiente, ma che piace alle persone e crea lavoro e fatturato. Ora servono più ricerca, studi di mercato e investimenti per sostenere un comparto che rappresenta il futuro dell’Italia”.

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