Cultura, educazione e solidarietà alla Corte delle Madri Bruno Lanata

La corte quale luogo di aggregazione, centro dove la comunità si ritrovava e si confrontava: nel lavoro e nella festa.

Nomen omen afferma una locuzione latina, a significare che il nome racchiude e rivela il destino di chi quel nome porta. E, forse, lo stesso legame potrebbe valere anche per le cose: per idee e progetti. Così, probabilmente, quando hanno scelto di chiamare Corte delle Madri il loro progetto, c’era nei membri del comitato “I viandanti” la consapevolezza dei profondi significati racchiusi nelle parole “corte” e “madre”.

Dall’immagine della “corte”, di quello spazio racchiuso nel perimetro del cascinale, emerge il senso di luogo di aggregazione proprio al mondo contadino, centro dove la comunità rurale si ritrovava e si confrontava nei vari momenti che scandivano la vita quotidiana: nel lavoro e nella festa. Qui si tramandavano la tradizione e il sapere antico dei campi. Qui nessuno era solo, ma ciascun componente trovava nella comunità un ruolo e un destino che rafforzava il suo senso di appartenenza.

Oggi, a Bereguardo, tra Milano e Pavia, dalle strutture abbandonate di un ex cascinale (divenuto per un certo periodo scuola di agraria) è sorta la Corte delle Madri, uno spazio polivalente nel quale verranno promosse la ricerca, lo sviluppo e la diffusione di un nuovo modo di abitare il mondo e di essere comunità: per passare, come dicono i promotori del progetto, “da un sistema separativo e di sfruttamento della terra e delle persone a un sistema collaborativo, supportivo e rispettoso”. Concretizzando in questo quel senso di accudimento, accoglienza e disponibilità disinteressata che istintivamente leghiamo alla figura materna: alla madre.

L’edificio abbandonato e cadente, dall’inizio di settembre si è quindi trasformato in un polo culturale, educativo e assistenziale. In struttura che, una volta completati i lavori, sarà dotata di mini appartamenti in grado di ospitare sia la persona sola che la madre con fi gli. L’ospitalità avrà una durata che va da un minimo di sei mesi a un massimo di un anno. Dopodiché, una volta superato il momento di fragilità e ritrovata una condizione di indipendenza, gli ospiti potranno accedere a nuove forme abitative, appositamente ricercate per loro.

Osservando il progetto nella sua generalità, possiamo identifi care tre aree di intervento.

Educazione e sociale, che prevede – tra l’altro – la realizzazione di un centro ricerca e formazione per la crescita personale e per la professione di counselor olistico integrato, l’attivazione di spazi di homing e housing sociale destinati alle persone fragili e l’accompagnamento educativo e al sostegno all’autonomia. È inoltre prevista la promozione di eventi culturali sul territorio per la sensibilizzazione della crescita personale, sviluppo del benessere e della spiritualità laica.

Agricoltura e Biologico, rivolta a studio, promozione e divulgazione di una sana agricoltura protesa alla tutela e alla cura della Natura, del paesaggio e dell’ambiente. Questo avverrà attraverso lo studio e la sperimentazione della biodiversità e la promozione di un’alimentazione biologica sana e consapevole, nonché attraverso la ricerca, la sperimentazione e la diffusione di un’economia di condivisione e sostenibile. È inoltre prevista la creazione di orti didattici biologici.

Economia sostenibile, che sarà invece l’area di intervento rivolta alla realizzazione di un centro ricerca per un nuovo modo di essere comunità. Saranno quindi promosse tavole rotonde e convegni per il passaggio verso un’economia di condivisione.

Nell’ambito della Corte delle Madri trova anche spazio Michaelis, scuola steineriana e asilo d’infanzia in campagna.