Il fanciullo d’Europa nell’opera di Jakob Wassermann

Bruno Lanata
29 ottobre 2019
La fine del XX secolo ha visto il riaccendersi del dibattito intorno alla figura di Kaspar Hauser.
Kaspar_HauserPer risalire alle origini di questa controversia, che ha prodotto sconcerto tra le persone, dovremmo comprendere gli effetti che ha avuto sulla coscienza pubblica all’inizio di quel secolo denso di eventi. Questo punto di vista acquista particolare significato nel momento in cui si fa chiara l’idea che alcuni eventi storici dell’epoca ruotano intorno alla figura di Kaspar Hauser. Allora appare evidente che il tragico destino della Mitteleuropa è indissolubilmente legato a quello del fanciullo d’Europa e alla sua sorte incresciosa.
Il primo ad affrontare, all’inizio del Novecento, questo argomento fu Jakob Wassermann: uno degli autori di maggior successo dell’epoca. Scrittore tedesco di origine ebraica, Wassermann non ha mai cercato di nascondere le proprie radici. Ma l’uscita nel 1908 del libro Caspar Hauser oder die Trägheit des Herzens (Caspar Hauser o l’ignavia del cuore) ha comportato che fosse pubblicamente offeso proprio a causa delle proprie ascendenze semite.
Rudolf Steiner non fu fra coloro che presero le distanze dal romanzo su Kaspar Hauser a causa delle origini di Wassermann; al contrario, espresse il suo apprezzamento per il libro. Non di poco conto è l’interesse che Steiner manifesta al riguardo nella prima conferenza del ciclo sull’Apocalisse (Norimberga, giugno 1908, O.O. 104). Non è affatto un caso – come insinua chi nega la storia di Kaspar Hauser – che il fondatore della Scienza dello spirito ne abbia parlato proprio in quel ciclo di conferenze, per di più proprio nella prima conferenza. Il “fanciullo d’Europa” è, infatti, strettamente congiunto con il presente e il futuro apocalittico, e lo si deduce anche dagli effetti legati alle forze oppositrici che, a oggi, la sua storia ha generato.


Jakob Wassermann – nato nel 1873 a Fürth, nei pressi di Norimberga, e morto il primo gennaio 1934, quasi un secolo dopo Kaspar Hauser, assassinato ad Ansbach (Germania) il 17 dicembre 1833 – aveva un legame esistenziale con l’enigmatico trovatello. Del suo libro su Kaspar Hauser, uscito poco prima delle conferenze sull’Apocalisse di Rudolf Steiner, Wassermann parla in due capitoli (14 e 15) nella sua autobiografia Mein Weg als Deutscher und Jude (1921; Il mio cammino di tedesco e di ebreo).


Kaspar Hauser

di Peter Tradowsky

Copertina Scelta

Aveva la missione di gettare le basi per il risveglio spirituale dell’Europa ma la sua breve, tragica esistenza sulla terra non glielo permise. La sua vita e la sua morte sono rimaste un mistero che ha affascinato e ispirato storici e artisti, finché le indagini spirituali di Rudolf Steiner non ci hanno restituito il vero significato del ruolo che Kaspar Hauser avrebbe dovuto avere nei destini dell’Europa.
Questo libro – che si legge allo stesso tempo come un giallo e come un testo di meditazione – ci spiega come restituire allʼelevata individualità che dal 1812 al 1833 prese il nome di Kaspar Hauser, “Il fanciullo dʼEuropa”, la possibilità di irraggiare la sua forza sulla terra perché il suo ruolo nei confronti dellʼEuropa non vada perduto.

Editrice Novalis, € 18,00
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