Acqua, meraviglioso elemento. Intervista al dottor Elio Sermoneta

La salute come è intesa oggigiorno non riguarda soltanto il senso di benessere fisico ma anche quello psicologico e interiore. Certo, non perde importanza l’attenzione verso il corpo, ma la fonte della salute è in una dimensione diversa, quella spirituale, dell’anima

Dopo una brillante carriera in campo odontoiatrico e nella chirurgia maxillofacciale, con uno studio avviato, a un certo punto della sua vita decide di dare una svolta alla sua attività professionale. Si dedica quindi alla ricerca e alla clinica nel campo della medicina olistica. Quali le ragioni che l’hanno spinta a questa scelta?

Dal 1979 al 1984 ho svolto attività ospedaliera in qualità di medico volontario frequentando il reparto di chirurgia maxillofacciale presso il Padiglione Alfieri degli Istituti clinici di perfezionamento. Non era infrequente che durante gli interventi su vittime di incidenti stradali o sul lavoro capitasse di imbattersi in persone che erano già in cura per altre patologie, quali diabete o cardiopatie. Questi pazienti soffrivano di disturbi che andavano da dolori ossei a cefalee, e via dicendo. Ho avuto così occasione di rendermi conto di come, a volte, i farmaci siano insufficienti. Certo risultano particolarmente efficaci nel risolvere una sintomatologia dolorosa. Occorre però effettuare una distinzione fra il superamento del sintomo e la guarigione vera e propria.
Si potrebbe dire che, tendenzialmente, i farmaci possono curare ma non sempre guariscono.
Invece, il mio intento era ed è quello di guarire. Certo, non sempre è possibile, ma questo è fondamentalmente il mio intento.
Ho iniziato, quindi, a occuparmi di omeopatia, di omotossicologia e, in particolare, di kinesiologia.
In quegli anni avevo infatti conosciuto Jean Pierre Meersseman, un belga che aveva studiato chiropratica negli Stati Uniti, e che cominciava allora ad esercitare con successo a Milano. Questo incontro ha aperto nuove prospettive al mio campo di ricerca portandomi, ad esempio, a indagare sulla relazione esistente fra occlusione dentale e postura e sui principi connessi alle variazioni dei riflessi.

A quali risultati l’hanno condotta questi studi?

Il nostro organismo vive con automatismo, che praticamente sono i riflessi corporei anche se non ne siamo sempre coscienti.
Ad esempio, quando mangiamo non ci preoccupiamo delle migliaia di reazioni chimiche che avvengono nel nostro organismo. Basti pensare che l’insieme del nostro organismo è composto da circa 70.000 miliardi di cellule.
Un riflesso misurabile clinicamente è quello del tono muscolare che condiziona la contrazione muscolare volontaria. Attraverso la valutazione delle variazioni intervenute a livello muscolare in relazione alle domande poste dal terapeuta possiamo interrogare la memoria inconscia e l’inconscio del paziente, e ottenere preziose indicazioni sul suo stato psicofisico.
È un processo simile a quanto avviene con la cosiddetta macchina della verità.

Come avviene questo procedimento?

Allo stato di riposo i nostri muscoli si trovano in una condizione di subcontrazione fisiologica. Vale a dire che i muscoli rilassati non sono completamente pronti alla contrazione volontaria. Quindi, nel momento in cui abbiamo bisogno di fare un movimento, anche molto rapido, la muscolatura risponde prontamente allo stimolo.
la regolazione del tono muscolare non è costante ma varia anche in base allo stato di salute fisica e psichica della persona. Quindi, in base alle riposte fornite al test è possibile valutare fattori di tipo strutturale, biochimico, emozionale ed energetico.
È dall’82 che ho cominciato ad applicare la kinesiologia ai test odontoiatrici per verificare come la corretta occlusione dentale interferisce con la postura. Laddove ogni variazione al corretto posizionamento dei denti si ripercuote sulla colonna, sui fianchi e sulla cervicale.

Come si traducono queste conoscenze a livello pratico nelle metodiche diagnostiche da lei applicate?

Oggi, la mia visita, che è piuttosto lunga, è basata su una serie articolata di domande che ho messo a punto in quindici anni di attività clinica. Le domande devono essere estremamente precise in modo da poter personalizzare la ricerca in base alle risposte ricevute e alle problematiche che il paziente presenta. In questo mi aiutano molto anche gli studi in psicologia e in medicina funzionale.
In ospedale, così come nello svolgimento quotidiano della mia professione, ho avuto modo di constatare gli effetti prodotti dai farmaci. Verosimilmente, non esiste un farmaco che non abbia effetti collaterali o controindicazioni.

Cosa ha significato l’incontro con Alberto Tedeschi ed Emilio Del Giudice nella sua crescita personale e nel suo sviluppo professionale?

Circa diciassette anni fa ho conosciuto Alberto Tedeschi e i fisici con cui collaborava. Grazie a lui ho avuto modo di seguire i corsi di Emilio del Giudice, e poi di Claudio Cardella e Vittorio Elia, un chimico-fisico. Questi incontri sono stati lo stimolo da cui è iniziata una pluriennale ricerca sull’acqua intesa come veicolo di informazioni.
Recenti studi stanno dimostrando che le molecole d’acqua hanno la proprietà di organizzarsi in cluster o polimeri in base ai campi elettromagnetici ai quali vengono sottoposte. Queste configurazioni steriochimiche che l’acqua assume fanno in modo che essa diventi un mezzo per trasferire informazioni che influenzano l’attività delle cellule dei tessuti viventi. Ho pertanto iniziato a fare esperienze sull’acqua attraverso la sperimentazione con il sistema messo a punto da Alberto Tedeschi.
Esistono diversi procedimenti con cui è possibile informare l’acqua. Sapevo, dagli studi di medicina funzionale, che le apparecchiature per la biorisonanza registrano il campo elettromagnetico di una sostanza e lo trasferiscono all’acqua. Sono, inoltre, in grado di registrare l’attività elettromagnetica delle cellule evidenziando se queste abbiano un corretto funzionamento oppure no. Possono anche registrare l’attività elettromagnetica prodotta dalla presenza di eventuali virus e batteri. Particolarmente significativi sono, a questo proposito, i lavori di Luc Montagnier.

Il principio della “memoria dell’acqua” è applicabile anche al nostro corpo?

Il corpo di una persona adulta è costituito all’incirca per il 70% da acqua extra cellulare e quasi il 90% intracellulare. Eppure, lo studio sull’azione dell’acqua nei processi metabolici delle cellule e degli organismi viventi è stato a lungo ignorato. Il ricercatore giapponese Masaru Emoto ha dimostrato come l’acqua sia sensibile a stimoli sonori, vibrazionali, e persino al pensiero intenzionale di chi con essa opera.
Consiglio a questo proposito  la visione dei nove filmati russi dedicati a “I segreti dell’acqua”, visibili sul web. Occorre però avere ben presente che una molecola d’acqua funziona in modo radicalmente diverso in un organismo o in una cellula vivente rispetto a quello che accade in provetta e in modelli chimici e fisici semplificati, in quanto risente dell’attività elettrogenetica delle cellule e quindi dei campi elettromagnetici emessi dalle stesse.

Su quali aspetti verte attualmente il suo lavoro di ricercatore?

L’acqua si può informare con materiale animale, minerale e vegetale. Attualmente mi sto specificamente dedicando a un processo di informazione dell’acqua attraverso l’impiego di minerali. Questa è una mia applicazione in terapia. A tutt’oggi sono circa 3 mila i minerali impiegati per informare in diverse maniere l’acqua.

A cosa è dovuta la scelta di concentrare la sua attenzione sui minerali?

Da tempo sono note, in diverse culture, le proprietà risanatrici dei minerali quando questi vengono applicati a contatto cutaneo. E d’altra parte, l’emergere della vita sulla terra è avvenuta a partire dalla reazione tra acqua e minerali. Questi hanno avuto la funzione di stampi e impalcature per le prime proto-cellule.
Attualmente sono stati scoperti in natura oltre 4.000 minerali classificati e riconosciuti in base alla loro struttura atomico-cristallina. Inoltre le rocce, essendo composizioni di più minerali, ne aumentano enormemente la varietà e le possibilità di interazione con gli organismi viventi.
Proprio la struttura atomica configurata in cristalli rende ragione dell’azione dei minerali sulle attività metaboliche delle cellule organiche.
I minerali ponderalmente presenti nell’organismo umano sono: il sodio, il potassio, il magnesio, il calcio, il cloro e, in piccolissime quantità (come oligoelementi) lo iodio, il ferro, lo zinco, il cromo, il selenio, il manganese, il molibdeno, il rame, i quali svolgono importanti funzioni enzimatiche o endocrine.
Si tratta veramente di un universo dal quale la ricerca può trarre significative applicazioni terapeutiche.


La Piastra WHITE di Alberto Tedeschi

La piastra WHITE® (Wide Holographic Intensifier Transfer Energy) è stata realizzata dal ricercatore Alberto Tedeschi e si basa sui principi dell’elettrodinamica quantistica (QED, Quantum Electro-Dynamics) applicata alla biologia della materia vivente elaborata dal professor Giuliano Preparata e dal professor Emilio Del Giudice.
Il materiale di cui è costituita la piastra, trattato con opportuni procedimenti, è in grado di rappresentare la configurazione elettrodinamica dell’acqua a minima energia.
Il suo funzionamento non richiede fonti energetiche di alimentazione.
Quando l’acqua viene posta sulla Piastra risente degli stati di oscillazione trascritti in essa con l’effetto di creare un processo di dissipazione di energia che contribuisce a instaurare nell’acqua uno stato elettrodinamico ad altissima coerenza simile all’acqua presente nei sistemi viventi. L’acqua viene quindi rifasata e presenta un contenuto energetico di molto inferiore all’acqua liquida normale (sono in corso verifiche sperimentali presso enti universitari per verificale l’entità e la dinamica del fenomeno).
In questa condizione l’acqua così rifasata è quindi in grado di ricevere e memorizzare informazioni di materiali o sostanze poste sulla Piastra (segnali generati da fitopreparati, minerali, materiale biologico tipo saliva, sangue, urina, rimedi ecc.).
Il trasferimento dell’informazione di varie sostanze poste sulla Piastra nell’acqua è possibile per un principio di risonanza per il quale anche il materiale posto sulla Piastra entra in fase con lo stato di oscillazione trascritto in essa e quindi di conseguenza anche con gli stati di oscillazione dell’acqua rifasata. A questo punto si forma un fenomeno di risonanza (come, per esempio, l’effetto diapason in acustica).
In questo senso la Piastra WHITE® è uno strumento di pura biorisonanza e non necessita di alcuna alimentazione esterna di carattere elettrico o magnetico e di nessun circuito elettronico.
Tratto da www.acquainformata.eu

Dottor Elio Sermoneta
Dottor Elio Sermoneta

Dottor Elio Sermoneta, medico chirurgo, esperto in kinesiologia, omeopatia e , si occupa da oltre venticinque anni di medicina olistica. La sua intenzione terapeutica è indirizzata a una cura della salute della persona nella sua globalità fisica, psicologica (emozionale e mentale) e motivazionale profonda (spirituale). Attualmente esercita la propria attività di medico presso il Centro Artemedica di Milano.


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