Troppi antibiotici per gli italiani. Nonostante gli avvertimenti delle autorità sanitarie nazionali e internazionali, gli italiani tendono ad abusare degli antibiotici

Nonostante gli avvertimenti delle autorità sanitarie nazionali e internazionali (Oms compresa), sembrerebbe che gli italiani tendano ad abusare degli antibiotici il cui consumo, lo scorso anno, è cresciuto mediamente in Italia del 3,5 per cento. Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, sono in testa alla lista dei consumi. Mentre le regioni più virtuose sono state la Liguria, il Friuli Venezia Giulia e il Veneto. È quanto riferisce il Rapporto Osmed (Osservatorio sull’uso dei medicinali), presentato dall’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco. Sempre secondo quanto riportato nel rapporto, risulterebbe che l’impiego inappropriato di antibiotici supera il 20% per tutte le condizioni cliniche, ma soprattutto si manifesta con maggiore frequenza per le infezioni acute delle vie respiratorie e le infezioni acute non complicate delle basse vie urinarie. Le categorie maggiormente impiegate sono state le associazioni di penicilline, seguite da amoxicillina+acido clavulanico e macrolidi e lincosamidi.
Sono quindi in decisa crescita i decessi che avvengono nei Paesi Ue ogni anno per infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici.
Occorre inoltre osservare come l’uso eccessivo o inappropriato di antibiotici pone a rischio sia la salute individuale (esposizione al rischio di reazioni avverse) sia la salute pubblica in quanto contribuisce a “rinforzare” la resistenza degli agenti patogeni ai trattamenti, con il rischio di rendere inefficaci le terapie.

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